Una carta archeologica per guardare al futuro

Costruire una strada o le fondamenta di un complesso industriale sembra essere diventato, nel nostro territorio, il modo migliore per portare alla luce importanti scoperte archeologiche.

Gli esempi più o meno recenti sono a tutti noti, in particolare importanti necropoli sono coperte dalle nostre campagne a testimonianza di un popolamento che si è mantenuto vivace nei millenni.

Forse si dovrebbe prendere atto di questa ricchezza che è sotto i nostri piedi e cercare di mettere su qualcosa che somigli a un programma organico di studi e ricerche per evitare perdite irreparabili di una risorsa che appartiene a tutti e anche perdite economiche per chi investe in attività finanziarie.

I sistemi esistono e sono già stati sperimentati in altre regioni italiane: già dal 1992 la Comunità Europea invitava gli stati membri a mettere in atto procedure per la costituzioni di banche dati dei rinvenimenti archeologici, a inserire procedure di ricerca archeologica nel contesto di opere pubbliche, a educare l’opinione pubblica alla conoscenza e all’apprezzamento del patrimonio archeologico come un fondamento dell’identità culturale europea.

Da allora molte esperienze sono state fatte e si è anche cercato di arrivare a una standardizzazione dei dati da includere nelle schede informative sui siti archeologici.

E’ il momento sicuramente di adeguarsi a queste esperienze e dotarsi di carte archeologiche che potrebbero costituire per ogni amministrazione locale un potente mezzo di conoscenza del territorio con importanti ricadute anche sulla sua gestione e organizzazione.

Oggi si hanno a disposizione sistemi informatici che, grazie alla possibilità di georeferenziare qualsiasi punto dello spazio, consentono di indicare con esattezza le località di interesse archeologico e di collegare alle mappe “data base” con tutte le informazioni ritenute necessarie: dai dati geografici a quelli storici, dai dati archeologici e antropologici a quelli relativi alla toponomastica o alla storia dell’arte, con la possibilità di incrementare e aggiornare costantemente i dati con le nuove conoscenze acquisite.

Un sistema informativo così articolato, consultabile in rete, costituirebbe non solo un’importante risorsa per gli addetti ai lavori, ma anche un potente mezzo di diffusione della conoscenza e uno strumento a disposizione di chi ha la responsabilità di programmare interventi sul territorio e politiche di gestione.

Chiese, castelli, necropoli, acquedotti, antiche città, ma anche luoghi in cui la presenza di resti ceramici o altre evidenze testimoniano la presenza di un insediamento o grotte abitate nella  preistoria, ognuno di questi luoghi può contribuire alla ricostruzione della storia umana e, con uno sguardo al futuro, a renderci consapevoli di una ricchezza che a volte non si riesce a percepire.

Maria Rita Acone



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