Il fiume Aterno
L’Aterno: un’altra ricchezza da non dimenticare
La nota inviata da monsignor Antonini con i suoi
preziosi suggerimenti mi induce a continuare in questo scambio di idee e a
proporre all’attenzione un altro elemento dimenticato che fa parte della
città e della sua storia: il fiume Aterno.
L’Aterno, come scrivevo in un articolo apparso nel 2002
sull’Opinione, è all’origine della nostra storia dato che fu la sua
presenza a determinare i più antichi insediamenti in tutta la valle.
Lungo i fiumi, vie naturali di penetrazione e di diffusione delle culture, si
svolgeva la vita e la nostra valle, per l’orografia dei luoghi, ha
fornito all’Uomo gli elementi necessari alla sua sopravvivenza e alla sua
crescita culturale e sociale.
Il rapporto tra la città e il fiume è sicuramente forte sin dalle
origini.
Monsignor Antonini nel suo libro sulle architetture sacre della citta, propone
un interessante approfondimento sulle possibili origini e forme urbanistiche
primitive dell’Aquila trattando anche del castello di Acquili che, come
noto, sovrastava l’area della Rivera.
L’osservazione della geografia dei luoghi fornisce poi la prova del
legame con la valle fluviale per la posizione strategica dell’antica
Acquili, funzionale al controllo dello stretto passaggio tra l’alta e
media valle dell’Aterno.
Le mura cittadine, come già detto, costituivano l’elemento architettonico
di raccordo con il territorio e quindi anche elemento di unione con lo stesso
fiume che era parte integrante della città. Gli orti della Rivera, l’uso
delle acque anche a fini artigianali e “industriali”, ( basti
pensare alle lavandaie e alle antiche concerie) rendono evidente e chiaro
questo antico legame. Ma il fiume era anche luogo di giochi e di incontro e per
averne conferma non bisogna andare lontano nel tempo e ascoltare qualche
racconto dei più anziani.
La porta Rivera costituisce l’accesso più immediato al fiume, ma anche la
porta Roiana e la porta di Bagno guardano alla valle e potrebbero essere punti
di partenza per un collegamento pedonale con la citta.
Ma cosa ci può dare oggi l’Aterno?
Guardando ad altre latitudini ci accorgiamo che spesso in città più o meno
vaste e per fiumi di ogni portata, gli argini prativi diventano vere e proprie
spiagge e il lungo-fiume passeggiata o pista ciclabile.
Al fiume L’Aquila può aggiungere la bellezza della natura e la presenza
di testimonianze architettoniche e artistiche che fanno della valle
dell’Aterno un luogo veramente unico e non dovrebbe essere molto
complesso permettere agli stessi abitanti o agli ospiti di raggiungerla e
percorrerla con facilità a piedi o in bicicletta.
Concludevo l’articolo del 2002 con un piccolo sogno e scrivevo “…mi
piace pensare a come potrebbe essere bello percorrere su una comoda pista
ciclabile tutta la valle dell’Aterno da Montereale alle gole di S.
Venazio ammirando le innumerevoli testimonianze umane e il sempre splendido
paesaggio.”
Oggi il sogno in parte si è avverato e la media valle è servita da una bella
pista ciclabile, ho però un altro piccolo sogno: la città non più
isolata, che diventa parte integrante della valle, collegata da sentieri, pista
ciclabile e anche dal treno che può aiutare a raggiungere i luoghi più lontani.
Maria Rita Acone
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