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Valle di San Giuliano : passeggiata storica degli Aquilani
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| Da S. Giuliano alla Madonna Fore
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La valle e il convento di S. Giuliano, ben visibili da molte parti della città ,
costituiscono certamente una meta "storica" delle passeggiate degli
Aquilani sia per la vicinanza del sito, sia per la bellezza dei boschi e dei
panorami che con poca fatica si possono ammirare.
Si esce dalla città per l'antica “villa di S. Sisto" la cui origine è
certamente anteriore all'anno 1000 come attestato da vari documenti che ne
indicano il possesso da parte dell'Abbazia di Farfa e si giunge rapidamente ai
margini del bosco di S. Giuliano per lo più frutto di un rimboschimento di
conifere, ma con presenza anche di vari tipi di querce autoctone.
II breve tratto di strada che separa la città dal Convento sembra segnare il
passaggio a un mondo del tutto diverso, immerso nel silenzio del bosco, vicino
ad un luogo che trasuda storia e spiritualità .
S. Giuliano è uno dei più antichi conventi francescani dell' Aquila, è stato
fondato nel 1415 e in Abruzzo fu il primo della Nuova Osservanza, un movimento
che proponeva il ritorno ad una regola di povertà e di rinuncia a qualunque
tipo di bene terreno.
La visita al Convento permette di ammirare la chiesa attualmente in stile
barocco, rilevanti cicli di affreschi e ancora l' importante biblioteca con
esposti antichi codici miniati, il coro seicentesco, gli armadi intagliati e
dipin¬ti dell'antica sacrestia.
Annesso al Convento è il museo di Scienze naturali e umane la cui visita
permette in particolare di comprendere la storia geologica della conca
dell'Aquila.
Le escursioni nel vicino bosco sono numerose: qui si dirà del sentiero più
frequentato, quello che conduce alla cosiddetta "Crocetta", croce in
ferro situata sul monte Castelvecchio a 1098 metri di altitudine, nel luogo
dove, come riporta lo storico Alessandro Clementi, era la Rocca di Santanza uno
di quei castelli che a metà del secolo XIII fondarono la città .
La passeggiata inizia prima di entrare nel Convento e il sentiero, ben
visibile, si trova presso una croce in legno.
Il viottolo è inizialmente piuttosto largo e lo si percorre costeggiando a
monte le mura del Convento; si sale quindi lungo un sentiero più impervio e
stretto che si inerpica a sinistra sulla montagna.
Ben presto si offre alla vista un ampio panorama sul monte “Le Quartore”, i
monti di Bagno, la città e la valle dell' Aterno.
In circa 30’ si giunge a un'ampia radura dove, circon-data da esemplari di
pioppo nero, si trova la fonte di Cascio sorgente dell'antico acquedotto di S.
Giuliano (sec. XV).
Dalla fonte si imbocca il sentiero a destra della radura e, continuando a
salire, si gode ben presto del panorama sul monte Sirente e sulla catena del
Gran Sasso.
Dopo un breve tratto più ripido, con ampie svolte, si giunge accanto ad un
grande masso con vista anche sul monte Calvo che appare molto vicino dietro il
bosco di conifere; di qui in pochi minuti si raggiunge la "Crocetta"
( circa 30' da fonte Cascio).
Subito a destra si imbocca un sentiero in ripida discesa con a sinistra la
valle di Cascio silenziosa e assolata, ricca di fioriture nei mesi primaverili,
spesso frequentata da animali al pascolo; qui non giungono più i rumori della
vicina autostrada e si cammina avendo davanti agli occhi le più alte cime della
catena del Gran Sasso.
Con una ripida discesa si raggiunge in breve un bosco di conifere che si
attraversa tenendosi sulla sinistra fino a raggiungere una breve gola che si
percorre seguendo sempre il sentiero che porta in poco tempo al piazzale della
chiesa della Madonna Fore (circa 30’ dalla Crocetta).
La chiesa, molto cara agli Aquilani, è dedicata alla Madonna dell'Addolorata e
trova le sue origini nel XIII secolo quando il più antico romitaggio fu fondato
da S. Filippo Benizi.
Una Congregazione sorta a L'Aquila ebbe, il compito del sostentamento
dell'eremita, seguì l'affiliazione alla Congregazione dell'Ordine dei Servi di
Maria e infine il culto per la Madonna Addolorata.
Nel XVI secolo il Vescovo dell' Aquila Giovanni D' Acugno assegnò alla
Congregazione anche il servizio della chiesa della SS. Trinità situata
all'interno delle mura della città : da qui la denominazione della chiesa
"fuori" o meglio “fore" per distinguerla da quella
"dentro" le mura.
L'attuale chiesa è del XVIII secolo; più antico il piccolo edificio annesso con
1' ingresso caratterizzato da archetti a tutto sesto.
Un’ occhiata al vecchio pozzo che forniva acqua agli eremiti e si imbocca il
sentiero percorso nei secoli dai pellegrini che, provenienti dalla città o
dalle varie ville del contado, confluivano infine alle falde della collina di
S. Giuliano nel sentiero che in circa due chilometri, percorrendo una
incassata valle accanto al letto di un torrente, conduce alla piccola chiesa.
La discesa fino al punto di partenza è semplice e piacevole, tra due montagne
ricoperte di boschi con il rumore delle acque del torrente in mesi primaverili
particolarmente piovosi.
Il percorso descritto è soltanto uno dei più frequentati tra i tanti che hanno
come punto di partenza la Madonna Fore: facili o più impegnative escursioni
portano ad esempio alla valle di Cascio e ad Arischia, alla Fonte Nera alla
chiesetta della Cona, all'abitato di Collebrincioni e di qui alle falde del
Gran Sasso con la comune caratteristica di attraversare luoghi suggestivi che
in ogni stagione sanno dare emozione.
Maria Rita Acone
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