Fine pagina Fine pagina

Il ritorno agli eremi 
(tratto dal libro LA PRESENZA-Celestino ed il tesoro dei Templari di Maria Grazia Lopardi-ed. Il Ternario)

La costruzione è quasi ultimata ed in Pietro il desiderio degli eremi diviene struggente: ha incontrato tanta gente e fatto tante esperienze grazie al cantiere aperto, ma la sua anima aspira al silenzio, per assimilare quanto vissuto e per ricaricarsi con i contatti con Dio, entrando nell?intimità del proprio essere in quella cella interiore in cui nessuno può avere accesso essendo riservata a lui ed al Signore. Quando si tuffa nel mondo ha l?impressione che mano a mano la sua capacità di sentire ed il suo costante orientamento si offuschino ed allora emerge l?esigenza di riaffidarsi all?aspra natura dei monti, per alcuni aspetti così simile al deserto del Battista, ma per altri palpitante di una vita a volte discreta e timida, come quella di un fiore che fa capolino tra le rocce, a volte irruenta come le acque dell?Orfento che scavano impetuose la pietra fino a voler entrare nella profondità della terra. Già, in quella valle aspra sembra che la superficie collassi negli inferi e forse è questa fusione del mondo di sopra e di quello sotterraneo che rende la Maiella così magica, come se più sottile fosse il velo che separa le dimensioni. Anche a Collemaggio, gli ha spiegato Mastro Antonio, vi è una porta, un passaggio tra la realtà che vediamo e l?invisibile: è una porta santa, che trasforma chi vi entra da penitente, consapevole di essere nudo davanti a Dio, deciso ad abbandonare le maschere. Come fratello Giovanni anche Mastro Antonio parla un po? difficile, ma dice cose molto affascinanti che il suo cuore sente vere e la sua anima comprende perché le ricollega alla sensazione che ha provato confrontandosi con la natura e le sue sottili energie: quante volte ha avuto l?impressione di aver violato un uscio? Di essere entrato in un regno proibito ai viventi, popolato di creature che scompaiono appena si battono le ciglia. Maestro Marih ha messi due gnomi o folletti su uno dei portali, forse li ha visti anche lui! Con la mente assorta in questi pensieri ed il cuore pieno di esultanza fratello Pietro riprende la via dei suoi monti: seguirà il tratturo, il silente fiume erboso realizzato dal calpestio di pastori e greggi, quando è l?ora di lasciare i pascoli montani a fine settembre, nel giorno di Michele, il suo arcangelo preferito, e poi a maggio, quando ancora Michele dà il via al ritorno. Già, questa gente così avvezza alla sofferenza, che combatte una lotta quotidiana per la sopravvivenza in una natura difficile, ingrata di fronte ai suoi sforzi, questa gente così onesta e laboriosa, come è simile ai suoi eremiti con cui spesso condivide la stessa vita! Poi viene il freddo intenso e la terra ghiaccia, ma le bestie devono pur mangiare ed allora gli uomini ed i figli più grandicelli partono, per mesi, finché i pascoli non torneranno verdi e morbidi: restano le donne con il bambini ed i vecchi e tutto ciò che c?è da fare rimane sulle loro spalle, anche prendere la legna, anche i lavori più duri. La vita deve andare avanti. Pietro ama quella gente che offre silenziosa la sua sofferenza a Dio, ma tenacemente afferma il diritto a vivere, accontentandosi di poco. Solo gli eremiti superano la sua miseria, ma per loro è una scelta e non ci sono bambini? Il profumo dell?erba richiama la mente di Pietro al presente e prova gioia per questo ritorno così a lungo sognato. Verrà ancora e spesso a Collemaggio ed al suo prezioso segreto, ma proprio per esserne il custode deve affinare la sua anima, alleggerire la sua materia, con i mezzi che conosce?E? con lui fratello Angelo l? amico buono e generoso, ma con il grande difetto di non credere fino in fondo ai sogni ed alla sua capacità di farcela. -Stiamo tornando ai nostri eremi- esclama allegro Pietro ? sento nell?entusiasmo della gente che l?età dello Spirito è vicina! Hai visto come, ognuno per la sua parte, ha dato il massimo per realizzare la costruzione! Così dovremmo costruire pure il tempio dello Spirito, collaborando per un fine comune, offrendo ciascuno le proprie capacità, i doni che Dio gli ha riservato-. -La gente non è ancora pronta-frena fratello Angelo- e anche al cantiere vi erano alcuni tutti presi dal loro interesse e basta, come se non sapessero guardare più in alto, lì dove il personale si perde nell?interesse di tutti, per non parlare dei tre compagni che hanno ucciso maestro Marih!- -Ognuno ha bisogno dei suoi tempi per crescere- risponde Pietro- e bisogna dare fiducia alla gente se solo si avverte che nei cuori qualcosa pungola. Hai visto quel burbero di messere Brunello che sembrava aprire bocca solo per volgere tutto al ridicolo! Quando si è concesso di togliere un attimo la maschera è emerso in lui il ricercatore ed ha accettato di stare a sentire i maestri costruttori e la loro sapienza antica. Aspira a divenire un elemento attivo nell?amministrazione della sua terra e vedrai che lo farà con il cuore, non per interessi personali, ma per servire. C?è tanta gente che ha paura di perdersi se abbandona i propri schemi. Anche un monaco ha paura di non sapere più cosa è se non si comporta da monaco! Ma allora ci siamo solo messi addosso un abito e finisce che ha ragione quella donna che rivolgendosi a dei frati minori li ha chiamati fratelli frati! Significa che la parola è divenuta un titolo mentre vuol solo dire fratelli ed i titoli si sostituiscono all?essere.- -Ora sei tu a dubitare- incalza fratello Angelo. Risponde Pietro:? Essere consapevoli di quello che c?è senza giudizio è un punto di partenza per incominciare: basta non cadere nella trappola dello scoraggiamento. Il mondo tende a fermare la vita come il fiume che invece di scorrere si ghiaccia: ciò che è fermo è più controllabile e ci fa sentire più sicuri: scorgerlo è un passo necessario per osare rompere gli schemi, vedendo cosa c?è dietro il cespuglio che si muove, un brigante che vuole ucciderci o un animaletto spaventato dai nostri passi. Guardando se stessi e gli altri senza maschere ci si rende conto che non sono gli altri i cattivi che ci procurano disagio o sofferenza, ma c?è qualcosa in noi che li attrae e che va vista ed esaminata, perché è come se l?avessimo nascosta perché non ci piace, ma l?altro, il cattivo, ce la riflette come l?acqua di uno stagno. A volte quando mi trovo a giudicare, mi rendo conto che non devo né posso cambiare il mondo, ma solo il mio modo di vederlo accettando ciò che c?è. Se Dio permette che qualcosa accada deve pur servire ed io penso che persino il diavolo, per quanto si affanni, alla fine rientra nei piani del Signore perché semmai le creature hanno bisogno di essere scosse duramente per uscire dal sonno tranquillo che fa loro attraversare la vita senza viverla- -Mi sembri un combattente, invece che un religioso, fratello Pietro -esclama fratello Angelo- ti hanno contagiato i Templari?- Aggiunge con tono sommesso l?eremita come se si rimproverasse qualcosa: -La vita va vissuta, pure se occorre dare spazio al silenzio: come il giorno e la notte si alternano, ugualmente servono attività e riposo, contatto con la gente e solitudine. Che poi io preferisca la solitudine è un altro discorso- aggiunge Pietro sorridendo- ed in questo momento e per gli anni futuri desidero solo essere un eremitaaaa!- -L?uomo propone e Dio dispone -controbatte il compagno di viaggio, senza poter immaginare la portata profetica delle sue parole. Il sole accompagna il cammino dei due sulla morbida erba e dopo l?appello di fratello Angelo alla saggezza popolare riscende il silenzio sui due viandanti. Lungo il percorso che ha portato in Abruzzo il culto dell?arcangelo Michele, grande alleato di Pietro che gli parla di frequente e sembra ricevere risposte, gente semplice e sana si sposta con le greggi: incredibilmente sono i pastori il veicolo della comunanza di santi ed usanze e sempre i pastori portano lontano la fama di un umile eremita che insegna alla gente i mestieri ed a credere nei piani del Signore. -E? ancora fratello Angelo a rompere il silenzio desideroso di ascoltare le parole del suo compagno: - Sai, mentre seguivi i lavori una donna si è meravigliata della tua energia vedendoti saltare da una parte all?altra e si chiedeva quale fosse il segreto: lei si nutre più di te, vive più comodamente, non si lascia mancare nulla e si ritrova malata e senza forze. - Come è strana la gente,- afferma Pietro- non sa che ha in se il potere di guarigione, così come la pianta a cui è stato potato un ramo! Perde della linfa e così si cura, senza bisogno di interventi esterni. Se permettiamo al corpo di stare in condizione di utilizzarla, questa forza c?è in tutti, basta rispettare delle regole tanto naturali da meravigliare che la gente se ne sia scordata- -Di che si tratta? ? chiede incuriosito fratello Angelo- Noi le rispettiamo?- -Direi di sì- risponde Pietro.- Non vedi come riusciamo ad arrampicarci come capre ed a sopportare il freddo senza ammalarci? -Per noi, per esempio è naturale respirare a pieni polmoni- -Perché gli altri non respirano?- sorride fratello Angelo. -Certo, altrimenti morirebbero, ma lo fanno male. Mentre si può stare a lungo senza mangiare, non possiamo sospendere il respiro senza rischiare di morire?Attraverso l?aria che, se prestiamo attenzione, avvertiamo entrare ed uscire dal corpo, con alternanza, come il giorno succede alla notte e viceversa, ci carichiamo di vita, quella vita che ci circonda ovunque, ma da cui non dobbiamo escluderci. Se non respiriamo, l?universo non entra in noi: Questa operazione che dovrebbe essere naturale è falsata dalle preoccupazioni, da cattive abitudini o posture, ed il risultato è che non nutrendoci della forza dell?aria ci ammaliamo-. -Come bisogna respirare?- chiede fratello Angelo. -Semplice, utilizzando tutto lo spazio che è riservato all?aria dentro di noi. Se metti le mani sul petto e sulla pancia e respiri profondamente senti che c?è tanto spazio per permettere all?aria di portare la sua forza ed allora deve essere utilizzato tutto respirando profondamente e lentamente. Ti dico un segreto che mi ha confidato una vecchia che conosce il potere delle erbe: quando hai paura, o senti il corpo teso o tremante, respira profondamente e lentamente almeno dieci volte di seguito e vedrai che torni sereno e fiducioso- Fratello Angelo registra nella mente quello che Pietro gli ha detto: prima regola per stare bene consiste nel respirare fino a riempire tutto lo spazio che c?è nel torace e nella pancia, profondamente e lentamente. Aiuta a superare paura e tensione e carica di vitalità. -Poi conta quel che mangiamo, come lo mangiamo e quando- riprende Pietro- perché in effetti siamo quel che abbiamo introdotto nel corpo che si trasforma nelle nostre carni. In questo quei poveri che hanno abbastanza cibo da non sentire i crampi alla pancia, sono più fortunati dei signori che mangiano troppo, dato che il nostro corpo è come un camino in cui c?entra una certa quantità di legna e se ne mettiamo di più s?ingolfa e non funziona bene. Cosa mangiamo nei nostri conventi? Cereali, legumi, pane rozzo, le verdure fresche e cotte, frutta prodotta dalle piante delle nostre parti e mandorle, noci e nocciole manipolandoli meno possibile? hai visto come siamo robusti?- Fratello Angelo assentisce con il capo ed esclama:-Già, è vero. Tu sei contrario alla carne, al pesce ed al latticini. Per la carne lo capisco perché non solo per nutrirsene bisogna uccidere delle creature, ma anche perché ci caricheremmo delle loro paure e?insomma sarebbe come diventare un po? più animali e un po? meno uomini, ma il latte?- -Perché ce ne dovemmo nutrire se la natura lo ha riservato per i cuccioli? Anche i bambini bevono il latte delle madri finché sono piccoli, ma poi lo lasciano. Così i piccoli delle mucche, pecore e capre, ma poi non lo prendono più. E? un cibo che fa crescere quando si è piccoli, ma poi non c?è più bisogno di ampliare il corpo e servono allora altri cibi. Il latte provoca muco, fa venire quelle malattie che riempiono di acqua e fanno squilibrare il corpo verso l?elemento liquido. Poi carne, pesce e latticini, (*ora anche zucchero, sale, caffè, tè) fanno invecchiare il corpo-. -Dicevi anche che conta come e quando si mangia- riprende fratello Angelo. -Proprio così. Hai visto che nei nostri conventi trasformiamo il mangiare in una forma di meditazione? Ci concentriamo sul cibo, lo assaporiamo, lo mastichiamo a lungo e lentamente come a permettergli di darci tutto il nutrimento di cui è capace ed infine lo ringraziamo con riconoscenza e con esso la terra, chi l?ha lavorata e chi l?ha creata. Con questo sistema non provo la fame nemmeno quando mi nutro di un pezzo di pane secco, sui nostri cari monti. La mia bocca sente sempre un sapore squisito, quello naturale del cibo. Poi c?è il discorso di quando mangiare: naturalmente quando viene fame, ma il nostro corpo segue dei ritmi così come la natura: la mattina ha bisogno di caricarsi della vita offerta dai cibi, sai quella parte luminosa che li circonda, poi quando il sole ha raggiunto il suo punto più alto nel cielo e i lavori richiedono una pausa, il corpo richiede una ricarica, ma nella quantità giusta per non avvertire la fame: tutto il di più ingolfa e ci fa sentire stanchi. A sera, non tardi e non subito prima di dormire, basta uno spuntino. Più si va leggeri a coricarsi e meglio si dorme. Un ultimo aspetto importante è lo stato d?animo con cui assumiamo il cibo: se siamo tristi o arrabbiati o la mente va altrove perché qualcosa preoccupa, allora è meglio astenersi dal mangiare perché tutto si trasformerebbe in veleno. Se poi qualche volta si digiuna non può che fare bene perché quando si priva il corpo del cibo e si segue uno stile di vita aspirando alla Luce, ci si alimenta di una energia più sottile che dà vigore fisicamente e lucidità alla mente. Ti assicuro che è così perché quando mi astengo dagli alimenti, e tu sai che avviene abbastanza di frequente, mi sento incredibilmente bene. Digiuno e meditazione sono molto utili per realizzare la pace di cui il mondo ha bisogno perché favoriscono il silenzio delle emozioni- -Cosa altro è importante per stare in salute?- chiede ancora Angelo? -Muoversi, camminare velocemente, arrampicarsi in montagna? il nostro corpo è elastico, si piega, ma ha bisogno di esercizio, perché se si ferma tende ad irrigidirsi. Ogni giorno bisogna camminare a lungo o almeno dedicare un tempo ad un movimento più intenso, finché non si avverte che abbiamo scaricato le tensioni e dato la giusta carica. Con il movimento non solo si permette al corpo di essere robusto e sano, ma anche alla mente di essere più lucida e si abbandonano tristezza, collera, mancanza di gioia di vivere? Se poi movendoti ti concentri su quello che fai, avverti le parti del corpo impegnate nell?attività fisica sino ad essere in esse, ed allora stai ancora facendo meditazione, cioè sei presente a te stesso, non già con la testa a quello che hai o non hai fatto o a quello che farai- -Oltre all?attività del corpo è importante anche riposarsi. Vero?- insiste fratello Angelo. -Proprio così, si tratta di una legge di natura, dato che al momento opportuno anche gli animali e le piante si riposano. Non si tratta solo di andare a dormire, di concederci del tempo per fermarci, per guardare la natura, per svuotare la mente, per non pensare a niente. Infatti non si riesce a riposare con il corpo se la mente è concentrata, se ha dei pensieri assillanti. A volte siamo preoccupati per questioni che ci sembrano enormi, mentre sono piccole cose che nel tempo verranno scordate e per fortuna la maggior parte delle preoccupazioni riguardano le piccole cose che le nostre paure ingigantiscono. Che serve preoccuparsi se c?è un rimedio? Che serve preoccuparsi ormai se un rimedio non c?è? In questo caso in cui non possiamo far nulla occorre accettare quello che c?è e ripetersi una formula magica?- -Quale? -chiede incuriosito fratello Angelo. -LASCIA CHE SIA, questa è la formula, stare con quello che c?è, con quello che emerge perché non troviamo rimedio ed abbiamo paura, ci sentiamo sbagliati?Poi c?è l?insegnamento di Gesù di non preoccuparsi del domani, di occuparsi solo delle pene del presente perché non possiamo avere sicurezze per il futuro?Quando la mente è finalmente vuota, abbandoniamoci al riposo che va alternato all?attività per non trovarci con il fiato corto ed il cuore in una morsa, come se un pugno lo stringesse. Mi viene in mente un?altra cosa importante per stare in salute, così semplice da meravigliarsi che sia un problema: l?uomo è un animale che cammina su due gambe ed allora deve stare dritto, con le spalle tirate indietro, con il torace aperto e la testa alta. La posizione del corpo è importante perché suggerisce lo stato d?animo: se uno si sente giù, starà con la testa bassa che ciondola da una parte all?altra, se uno sta bene e si sente sicuro, cammina dritto, ma questo rapporto vale anche all?inverso: se ti senti contrariano, spento, svuotato e provi a camminare eretto, vedrai che starai meglio! -E? incredibile come queste piccole cosa siano importanti!-esclama fratello Angelo che , stanco dal cammino pregusta il riposo di cui si sta parlando. -Fermiamoci presso quella chiesa- dice Pietro indicando una delle chiese costruite lungo il tratturo, con la funzione aggiuntiva di rifugio per i pastori. -Sì, volentieri, ma c?è dell?altro per star sempre bene?- -Allora, per stare bene devi sorridere, perché rilassa tutto il corpo e fa scorrere la forza che è in te; devi pensare di sentirti bene e che tutto andrà bene e te lo devi pure ripetere tante volte fino a convincerti; ancora devi avere fede che non ti accadrà nulla senza che Dio non voglia, a meno che, con la malattia debba imparare una lezione e una volta compreso il messaggio, non hai più bisogno della malattia ed infine devi essere canale di amore, riempire il cuore dell?amore di Dio e riversarlo su chi incontri, senza pensare ad un ritorno. L?amore deve scorrere per sua natura, se lo blocchi diventa come l?acqua stagnante ed allora ci si ammala. Se rispetti tutte queste regole sarà difficile che la malattia ti aggredisca, ma se avviene ne puoi guarire riportandoti ai semplici principi che ti ho suggerito che non servono altro che a permettere alla forza che è in te di esprimersi. A volte non si guarisce ed allora non è il corpo che deve essere sanato, ma l?anima che deve fare l?esperienza del dolore, del distacco per comprendere che la vita continua anche se si lascia l?abito vecchio?Tu sai che siamo molto più grandi di questo corpo che indossiamo e la vita continua anche senza?C?è qualcosa di molto più difficile da fare per la salute dell?anima, di tutto ciò che siamo, visibile ed invisibile?- aggiunge pensoso. - E? qualcosa su cui sto molto riflettendo perché la sento determinante, senza si resta separati dagli altri e da una parte di noi ed allora tutti gli sforzi per arrivare a Dio, per permettergli di divenire suo strumento manifestandosi in noi sono inutili..- -Di che si tratta- chiede fratello Angelo a cui l?anima di Pietro, più delle parole, ha trasmesso l?importanza di ciò che sta per ascoltare per cui l?attenzione, già desta, diviene ansiosa attesa. - Si tratta del PERDONO, non fatto di parole che restano sulla bocca, ma di un lavoro profondo su noi stessi, perché quando non perdoniamo gli altri, in realtà stiamo giudicando e condannando una parte di noi rifiutata. Il perdono ricuce le ferite, riconcilia le persone, ridona fiducia ai rapporti umani, cancella i giudizi? Pensa che bello quando non avremo più nulla da perdonare agli altri ed a noi stessi. Allora saremo proprio una cosa sola, noi, in tutte le nostre parti e gli altri? Ma ora ci vogliamo riposare? Tieni ho del pane e delle noci. Mangiamo e ringraziamo Dio. La vita è bella perché ci permette di cercarlo e spesso penso che ci hanno insegnato che sta lontano, nel cielo, mentre io sento che è vicinissimo, dentro e fuori di noi?


 

By Maria Grazia Lopardi - L'Aquila

(tratto dal libro LA PRESENZA-Celestino ed il tesoro dei Templari di Maria Grazia Lopardi-ed. Il Ternario)

Riproduzione consentita solo previo consenso dell'autore e citando correttamente la fonte


HOME PAGE HOME PAGE
Pagina precedente Pagina precedente
Inizio pagina Inizio pagina