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L'iniziazione  

Il sole dardeggia sulla facciata della basilica rendendola infuocata come la materia nel crogiolo dell?alchimista sollecitata dalla fiamma: le croci rosse tra gli spazi bianchi appaiono quale trama di un tessuto orientale, un tappeto da preghiera, un telo bianco intriso di sangue che tale non è perchè piuttosto è la presenza connessa al sacrificio, al fare cose sacre: in quella trama in cui orizzontale e verticale si incontrano vi è la vita, non già la morte ed il messaggio che emana è di resurrezione che vince la morte. Il gruppo di amici si accinge ad entrare in quella chiesa che conoscono ormai più della loro stessa casa, ma questa volta è diverso, questa volta sono consapevoli di quel che vanno a fare e di come si devono confrontare con lo straordinario strumento musicale che vibra del Verbo ordinatore espresso dall?armonia delle forme, dalla geometria sacra, dai simboli silenziosi traduttori dell?inconoscibile e vivi ed eloquenti interlocutori con la parte più profonda dell?uomo. Questa volta non si sta solo visitando S. Maria di Collemaggio, non si cerca il luogo adatto per pregare o meditare?Si entra ponendosi in ascolto con una vigilanza spontanea ed estremamente attiva che non è stata suggerita da nessuno , ma che, come tutte le cose più vere, semplicemente avviene. Lo spazio vibrante tra le colonne accoglie gli amici che sono in gruppo eppure ognuno è solo con sé perché alle prese con un richiamo, con Dio che bussa alla porta del cuore. Razionalmente si era cercato un percorso da fare, un tragitto ordinato -come tutto lo è nel cosmo- che portasse ad una meta, ma i propositi lasciano il posto ad uno spontaneo movimento guidato da un sentire sempre più distinto. La costruzione parla, anzi suona, cassa armonica di uno strumento angelico in cui il suono primordiale, che mai è cessato, si rende percettibile, non si sa con quale organo. Ognuno qual candidato, cioè avvolto nel bianco telo funerario, si accinge a vivere una trasformazione straordinaria di cui forse nessuno si accorgerà perché la vita continuerà a scorrere come prima e non muteranno ruoli e mestieri con cui l?individuo recita la sua parte nel mondo. Colonna dopo colonna energie impercettibili, potenze della terra agiscono sul candidato ai Misteri e lavano le macchie di antiche congestioni e sciolgono nodi che come dighe possenti impediscono all?energia vitale di scorrere, alla linfa dell?albero della conoscenza di portare il nutrimento che condurrà al risveglio dal sonno che rende la creatura ?pur creata ad immagine e somiglianza di Dio- un ripetitivo programma determinato dalla necessità di difendersi dalla sofferenza e dalla paura di morire per mancanza di amore. ?Conosci te stesso e conoscerai l?universo e gli dei? ammonisce l?antica saggezza e gli amici nel corso di tutto l?anno hanno lavorato su se stessi per prendere coscienza delle proprie maschere, dei meccanismi di difesa adottati, degli aspetti relegati nell?ombra, delle paure che hanno tentato di nascondere nei propri abissi per ignorarle? Ora conoscono le luci e le ombre del loro universo interiore, ora osano affidarle ad un luogo vibrante dove nell?ascolto Dio parla e dove a Dio si parla. Invero in ogni uomo c?è quel luogo segreto dove avviene l?incontro perché l?uomo è il Tempio dello Spirito, ma antichi saggi hanno voluto aiutare un?umanità dormiente ricreando crogioli di trasformazione in cui più facilmente il risveglio avviene. Sotto l?influenza delle potenze del cielo e della terra, sotto costellazioni irradianti ed immerso nella diffusa vitalità della terra, l?uomo che ha lavorato su se stesso e consapevole della necessità del risveglio- come ha intuito Celestino con il dono della Perdonanza- entra in colloquio con la Presenza divina e si confessa, si racconta senza nascondersi dietro un dito, sta con quel che c?è in lui, senza rifiutarlo o condannarlo, accettando gli ingorghi che lo rendono duale e malato, che lo intrappolano nella rete del labirinto. Raccontandosi a Dio, la creatura si rende umile, cioè entra nella sua terra interiore verso la Terra promessa perché è nella profondità di sé che incontra il Nome, la Parola perduta e si riconnette al suono originario. ?Stenderò la mano su di te. Ti purificherò nel crogiolo Eliminerò da te tutto il piombo? ( Isaia 1,5-6 e 25) Così promette YHWH. Gli amici avvertono che devono rivolgersi alla sorgente di se stessi e che devono farsi ?nulla?, morire a sé per varcare la porta al di là della quale vi è sigillata la vera conoscenza. Hanno rispettato la legge ma compreso che la legge non deve divenire un abito che stringe; hanno capito che l?albero della conoscenza è duplice e che l?avversario- che solo la loro coscienza dualistica trasforma nel nemico- è il collaboratore di Dio che impedisce la cristallizzazione e lo pungola a passare dalla sua situazione di incompletezza alla compiutezza del Figlio. Tra liberazione ed alienazione l?interiorità umana resta il campo di battaglia e la creatura vive in sé tutto quel che si manifesta per comprendere infine che la libertà nella scelta non è rimessa al suo arbitrio, ma si sostanzia nella capacità di discernere la scelta giusta che è la volontà di Dio. Questi ed altri discorsi gli amici hanno fatto passando al setaccio la propria vita e lasciando uno spazio per sofferenza e dolore preannunciando il recupero di parti di sé già rinnegate, ma ora le teorie non servono e la mente è al servizio in uno stato di attenta vigilanza che non le permette di allontanarsi dal momento presente. I passi procedono lenti e come in una danza si percorrono i simboli del labirinto e del serpente, con lentezza per permettere a ciò che deve agire di fare la sua parte in un progressivo viaggio verso di sé, nel confronto con forze sempre più potenti, tagliando rami secchi, liberando da ostruzioni, ridando scorrimento all?energia bloccata. Libertà è conoscenza della scelta giusta che solo gli archetipi fondatori possono suggerire e perché questo avvenga occorre ascoltare nel segreto del cuore, obbedendo a Dio. Nella basilica i quattro elementi riversano la loro potenza purificando in viaggi immaginari in cui si attraversano strati di sé, dopo un testamento che è disponibilità ad abbandonare i fardelli che teniamo ben stretti tra le mani e la volontà di abbandono dei falsi luccichii dei metalli con cui l?ego si conferisce valore. Giudizi e pregiudizi cadono nella pura osservazione di quel che c?è e che il mondo rimanda per renderlo visibile quando in noi giace sepolto sotto la crosta in cui ci riconosciamo. Il viaggio continua fino alla purificazione con il fuoco che la natura ignea del sole reca in sé nella straordinaria proiezione di luce e forza che irrompe nella discreta penombra delle navate. Intanto si spezzano i legami ed il suono ordinatore spazza via scorie di un antico passato, travolge barriere costruite per contenere la paura, ma che bloccano lo stesso fluire della vita. Dalla opera del nero corvo nell?humus della terra interiore si prepara l?opera della bianca colomba, la purificazione che guarisce in attesa del dono dell?aquila, del divino che fa risorgere. Agìto in un abbandono privo di passività ogni candidato vive la propria esperienza e vede passare nel suo schermo emozioni, nel suo corpo sensazioni e poi lascia tutto andare e resta vuoto come un calice in attesa di un prezioso contenuto. Il luogo di guarigione agisce e spinge verso il vero tempio che è l?uomo presente a se stesso, non proiettato nell?illusione del futuro e del passato, ma vigile nell?accogliere quel che c?è. Una fonte preziosa gorgoglia nell?intimo e qualcuno comprende che inferno, purgatorio e paradiso sono qui e siamo noi creature a selezionarli quando la Vita scorre senza ostacoli e viene richiesto di viverla senza sottrarsi al qui ed ora, di viverla senza paura, senza trattenere e rifiutare? Nella profondità dell?essere in ognuno avviene qualcosa in un tempo indefinibile, attimo od eternità ed i passi conducono alla porta, oltre la quale vi è il regno di Dio che invero è già qui anche se i nostri sensi non lo colgono, vi è il risveglio preparato da tutta la storia umana. Tutto avviene qui ed ora, non in un futuro lontano ed irraggiungibile, non in un altrove oltre le nubi? tutto è qui, è qui che ci si desta dal sonno. Il viaggio continua sulla pietra bianca e rossa e la trasformazione è in atto, i nodi si sciolgono e nel Nulla si avverte la Presenza. In silenzio gli amici si raccolgono intorno a Celestino e non escono parole dalla loro bocca. Rimangono in silenzio anche all'uscita? Appena un saluto?A domani per vivere un altro giorno. L'Io Sono ha afferrato i loro cuori e non è possibile tornare indietro? Ognuno sa che in sé è avvenuto qualcosa ma nessuno ne farà mai parola e come prima si torna a lavorare, ad incontrarsi, a scherzare, ad interrogarsi su un mistero che li ha travolti.


 

By Maria Grazia Lopardi - L'Aquila

(tratto dal libro LA PRESENZA-Celestino ed il tesoro dei Templari di Maria Grazia Lopardi-ed. Il Ternario)

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