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Quando la conoscenza sgorga dall?anima  
(tratto dal libro LA PRESENZA-Celestino ed il tesoro dei Templari di Maria Grazia Lopardi-ed. Il Ternario)

Man mano che procede nella valle dell?Aterno attraversata come da un fiume d?erba tracciato dalle greggi, Pietro mostra un entusiasmo contagioso: quella terra lo rende vibrante di gioia, quella zona di verde tra i monti che la corteggiano e proteggono, così aspra e così bella, costellata di castelli e di chiese, ingentilita dai fiori a primavera e sommersa dalla neve quando è inverno ed anche il passante avverte il sonno della natura ed il passo è attutito come per un riguardo al suo riposo, quella terra povera e sassosa, ma splendida come un paradiso. Fratello Angelo non può non accorgersene e lo punzecchia sorridendo sornione:- Si vede che ami questa terra e le genti che la abitano, ma ancor più ami la natura che cambia di abito che sembra stregarti facendoti abbassare lo sguardo dalla contemplazione dei cieli?- Gli risponde pronto Pietro:- quando mi abbandono alla vista della bellezza di questa terra, sappi che Dio non è più nei cieli, lontano ed irraggiungibile, ma si manifesta dentro di me; mi dà gioia ed un senso di riconoscenza per ciò che sto provando. Ascolta, fermiamoci un istante a sentire il canto degli uccelli, lo stormire delle fronde, il ronzio di una vespa, il belare di una pecora; è una musica troppo grande per le mie orecchie umane perché dietro di essa sento il creatore che dirige il variegato coro delle creature. Lo spettacolo di sublime bellezza che appare ai nostri occhi richiede una sosta per un istante di venerazione e l?oggetto della devozione non è il tramonto che insanguina il cielo, né le cime ammantate della coltre soffice che le avvolge come mantelli: io, grazie alla natura sento Dio, io venero quel divino che si affaccia nella mia anima e che vuole silenzio, perché solo nel silenzio ne avverto in pieno la voce. A volte ho l?impressione di camminare su una parte di me, che io sia una parte della terra che calpesto e sento che il mondo ed io siamo una sola cosa. Per quanto la nostra coscienza sia offuscata dalla pesantezza della materia che normalmente opponiamo a Dio vedendo in essa la prigione della nostra anima, eppure io so che è anche lo strumento per andare oltre perché io avverto che vado oltre quando mi perdo in essa? Non so spiegarti bene perché è un sentire: ciò che da una parte lega, se lo vivi senza farti catturare, ma profondamente, come un dono che ora c?è e che poi abbandoni, che ti riempie come l?aria che entra e che poi restituisci all?universo, allora l?anima gode ed il respiro della vita che pulsa in ogni filo d?erba diviene il ritmo dei passi e la pioggia che cade si confonde con lacrime di gioia. Qui nella valle nulla ostacola il soffio del vento se non i nostri corpi che ne sono accarezzati ed anche quando la tempesta scuote e percuote, anche in essa avverto la forza di Dio che si tramuta in coraggio, in capacità di agire, di prendere decisioni perché Dio in noi è dolce e forte, è gentile ed energico, è femmina e maschio. Noi che viviamo su questa terra ne siamo i responsabili ed abbiamo il compito, così avverto, di prenderci cura di tutto ciò che Dio ha messo qui: siamo i custodi di un paradiso perduto perché la nostra anima si è offuscata, ma che è qui, più vicino della mani e dei piedi e lo strumento che ci condurrà in quel paradiso è questa natura selvaggia, rasserenante, a volte minacciosa, ma sempre presente nella nostra vita come il nostro corpo? -Come il nostro corpo- esclama perplesso Angelo- ma se lo mortifichi di continuo?- -E? vero che temo che mi domini, perché mi sono sentito minacciato dagli istinti che mettono a rischio la mia castità: è una scelta, ho bisogno di quella forza che vorrebbe esplodere fuori di me, ma mi occorre all?interno e questo mi è difficile da spiegare? Vedi, quando il digiuno e la penitenza prendono il sopravvento nella mia vita, cosa che sembra contrastare con quanto ti ho detto sulla necessità di rispettare il proprio corpo, è perché tento di andare oltre il corpo, oltre la materia? Ti ricordi quando mi misi in una buca con pochi pani ed una pietra che mi privava della luce e dell?aria, tranne quella poca che filtrava da un piccolo pertugio che ho scavato con le mie mani? Ebbene il mio intento non era quello di mortificare il corpo, ma di sperimentare la morte in vita?insomma di esplorare cosa emergeva nel cuore e nella mente in una condizione in cui ti arrendi, in cui sai che puoi morire, in cui non hai modo di riempire la giornata distraendoti, ma casomai pregando, fin quando la stessa preghiera diviene confessione, abbandono e poi silenzio alla presenza di?di una Presenza. Sono emozioni forti che si manifestano quando vorresti urlare per liberarti o temi di impazzire e senti il tuo attaccamento alla vita?E? come un rito antico e terribile per la forza che smuove, per la convinzione che sorge di dover veramente affidare la tua anima a Dio. Noi pensiamo di essere sempre pronti ed invece una parte potente e profonda si ribella, vuole vivere, vuole gridarlo al mondo intero e farlo sentire nel cielo più alto? Io mi sono confrontato con quella parte, l?ho ascoltata e le ho dato ragione, l?ho vista acquietarsi quando l?ho amata ed onorata e non ha avuto più paura di morire: si è messa al servizio ed una luce potentissima ha attraversato lo spazio dei miei pensieri e del mio sentire e non ho avuto più paura: potevo anche morire, anzi in qualche maniera sono morto, perché da allora, tutto ciò che vedo e di cui gioisco non mi lega. Lo prendo in prestito- -Dunque tutta la creazione è il palcoscenico in cui si manifesta Dio?- osserva fratello Angelo che rimane molto sconcertato quando si sente rispondere:- Non necessariamente, dipende da quale punto la osservi?Per gli esseri umani è spesso una creatura maligna che porta l?anima alla perdizione allontanando da Dio, è la creazione di un dio crudele? Il dio buono e quello cattivo si manifestano nella nostra capacità di vedere una cosa e l?altra. Invero Dio è senza qualità umane e quando nella buca ho vissuto quella incredibile esperienza che ho provato a descriverti, al di là della paura e della morte perché ero morto, ho sentito che Dio semplicemente è, come tutto ciò che normalmente distinguiamo in buono e cattivo, capisci? Tutto è, la vipera che morde ed il sole che scalda dolcemente?- A questo punto Fratello Angelo tace ed anche Pietro dopo aver sussurrato tra sé e sè: -Per andare dal Padre occorre prima passare dalla Madre?A chi lo spiego?- E? meglio tacere quando il sovrumano si affaccia alla dimensione degli uomini figli del dualismo cosmico perché ancora dualistica è la loro coscienza.


 

By Maria Grazia Lopardi - L'Aquila

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