L’esigenza di partecipare:
l’area di S. Bernardino come modello di progetto condiviso

Essere informati come cittadini e partecipare attivamente alla progettazione e alle decisioni che interessano la comunità di cui ci si sente parte, è un’esigenza che si è manifestata già da anni in molte città del mondo occidentale e italiane, con una conseguente ascesa di un processo partecipativo che ha dato luogo a varie esperienze e, in varie realtà, anche italiane, alla sua formalizzazione istituzionale.

L’Aquila ha vissuto un evento eccezionale e vive una condizione del tutto particolare che certamente segnerà la sua storia.
Nessuno di quelli che vorranno partecipare con idee o azioni concrete alla costruzione della nuova città materiale e immateriale, potrà perciò essere escluso, pena l’acuirsi dei conflitti tra i vari attori e la perdita di un’ importante occasione di condivisione e di crescita.

Dopo la presentazione del progetto sull’area di S. Bernardino da parte del Comune e delle differenti posizioni emerse sul futuro della scuola De Amicis, considerato che l’Amministrazione comunale ha posto in tale area la localizzazione del futuro Urban Center, si potrebbe attivare proprio per questa area un percorso di progettazione partecipata come primo esempio di un diverso modo di affrontare le decisioni per la città.

Un percorso gestito da professionisti della partecipazione che faccia uso di metodi di comunicazione consolidati da effettuare in tempi definiti potrebbe arricchire di nuove idee il progetto presentato e permettere di giungere a una sintesi condivisa.

E’ una esperienza che andrebbe certamente verso quella maggior consapevolezza e condivisione di intenti che tutti auspicano e che potrebbe fornire una prova sul campo di un nuovo modo di gestire la progettazione della città di domani.

Nelle tante esperienze già fatte in varie regioni italiane, le Istituzioni locali e in particolare i Comuni hanno avuto un ruolo fondamentale nel promuovere la partecipazione come elemento fondante della governance cittadina, coinvolgendo i portatori di interessi con percorsi specifici, definiti da professionisti della “partecipazione”, sia per costruire piani strategici, sia per concordare progetti di recupero di aree urbane.

Nell’attuale situazione, in città, c’è quella spinta particolare a voler dare idee e contributi concreti in molti cittadini che va sicuramente stimolata e utilizzata dato che il pensiero collettivo che si sviluppa e si accresce con le idee di molti può portare a migliori risultati.
Esistono le tecniche, esistono i mezzi per poterle applicare pertanto non è più rinviabile il riconoscimento al cittadino non solo di diritti privati, ma anche di diritti collettivi nel senso che egli può agire nell’interesse comune dell’intera Collettività di cui è parte.
E’ per questo che, facendo propri principi normativi, nonché norme e prassi già stabilite in altre realtà italiane, si ritiene indispensabile e urgente che le Istituzioni locali applichino e rendano parte integrante di procedure decisionali, percorsi di progettazione partecipata.

Maria Rita Acone
Associazione Panta Rei-L’Aquila città di transizione