La valle dell'Aterno



L’Aterno è un fiume oggi un po’ trascurato e poco considerato.
Si tratta in fin dei conti di un corso d’acqua di scarsa portata che fa parlare poco di sé in occasione magari di qualche rara piena che evidenzia qualche punto critico nella manutenzione degli argini.
L’Aterno è però all’origine della nostra storia dato che fu la sua presenza a determinare i più antichi insediamenti in tutta la valle.
L’acqua è sempre stato elemento fondamentale per la vita e, dall’incontro dell’uomo con lo spazio naturale, è nato questo territorio che racchiude in sé il paesaggio, definito dal clima, dalla vegetazione e da altri fattori fisici, e lo spazio modificato dall’uomo con le strutture agrarie, gli insediamenti e ogni altra alterazione percepibile dovuta all’azione umana.

Amiternum conserva nel nome il suo stretto legame con il fiume e la sua origine Sabina.

I Sabini, che abitarono la conca amiternina, come altri popoli italici, si formarono nel tempo fino a raggiungere quella fisionomia etnica unitaria che caratterizza le nazionalità di epoca storica. Questa antica origine è tuttavia spesso dimenticata e, per i più, l’antica città è identificabile con le imponenti vestigia di epoca romana che ancor oggi caratterizzano il paesaggio.
In realtà la particolare struttura degli insediamenti di epoca italica e poi romana, con la loro ampia diffusione nel territorio, non consente di restringere l’area archeologica soltanto ai luoghi in cui era presumibilmente edificata Amiternum.
Il territorio interessato è sicuramente molto più esteso come dimostrato da scoperte archeologiche del tutto casuali o legate ai rari scavi scientifici effettuati.
Basti pensare a Foruli, l’attuale Civitatomassa, a Preturo che conserva il nome di un antica abitazione del Pretore, a Collettara che ci rimanda all’esistenza di un acquedotto che a fine ‘800 era ancora visibile, a Lavaretum , l’attuale Barete, che ci tramanda l’esistenza di un antico “Bagno”.
Da Vigliano a Pizzoli, da Coppito a Pettino e a Roio, tutta l’area legata all’Aterno e ai pur modesti affluenti, è stata nel tempo luogo in cui comunità sociali hanno perpetuato la loro esistenza.
Dal colle su cui sorge S. Vittorino o da quello dell’antico castello di Preturo, si spazia con lo sguardo su questo territorio: sui campi coltivati che a volte, per la loro forma, rimandano all’antica centuriazione romana, sui colli circostanti, sede forse di ocres italici e di turriti castelli medievali, sulle piccole chiese, isolate o circondate da piccoli abitati che ricordano antichi vici.
Sotto i nostri occhi c’è un paesaggio che ha in sé tracce importanti della sua storia che andrebbero evidenziate, riscoperte e divulgate.
Camminare su antichi sentieri di montagna che ripercorrono tracciati antichi di secoli, passeggiare tra i campi e vedere qua e là le tracce di un’antica vita, ripercorrere mulattiere e strade di campagna che nascondono con un po’di terra un basolato romano, imbattersi nei luoghi più impensati in epigrafi di epoca imperiale, scoprire nelle piccole chiese, che hanno origini altomedievali, affreschi di rara bellezza e decorazioni scultoree che ricordano l’arte longobarda, è un’esperienza che chiunque può fare percorrendo con occhi attenti questo splendido territorio che la natura e gli uomini hanno costruito.
Un humus prezioso a portata di mano su cui costruire nuovi modi di conoscere, ma forse anche nuovi modi di investire e lavorare per una società che sta affrontando un difficile passaggio verso una diversa strutturazione.
Una conoscenza che oggi può renderci consapevoli della enorme ricchezza di cui siamo depositari e che può arginare le mille aggressioni che l’Uomo sta perpetuando contro questa Valle, di rara bellezza, nel nome di uno sviluppo economico e sociale che può invece esistere e realizzarsi anche nel rispetto della natura e dei complessi e armoniosi paesaggi ancora integri, da salvaguardare a ogni costo per non perdere irreparabilmente ciò che è stato costruito nei secoli.

Maria Rita Acone