I Grandi della terra per la seconda volta all’Aquila
Forse i Cistercensi presenti nella vicina Ocre, come ipotizza lo storico aquilano Alessandro Clementi, forse i Templari il cui maestro generale nel 1284 era Pietro d’ Ocre, della vicina rocca, della famiglia di Gualtieri d’ Ocre, il gran cancelliere di Federico II, lo Stupor Mundi a cui viene attribuita la fondazione della città. Se i documenti tacciono, solo crociati di ritorno dalla Gerusalemme d’oltremare, a cui era ben nota la pianta della città santa, avrebbero potuto riprodurla e di certo spinti da un motivo di cui la storia non parla.
L’Aquila è una città speciale ad iniziare dal suo nome: nella lingua greca, sacra per il Cristianesimo, aquila si dice AETOS con valenza numerica 576 secondo l’antica scienza della Gematria che conferisce una corrispondenza tra numeri e lettere degli alfabeti sacri delle tradizioni ebraica, cristiana e mussulmana. Stesso valore presenta la parola PNEUMA, Spirito per cui Aquila= Spirito e la città dell’Aquila è la Città dello Spirito, in tutte le tradizioni simboleggiato dal nobile uccello a cui è attribuito il potere di guardare fisso il sole.
Anche il numero magico legato ai castelli fondatori, il 99, come ricorda la monumentale fontana delle 99 cannelle, reca un potente messaggio dato che nella Tradizione mussulmana indica gli attributi divini, mentre in quella cristiana, corrisponde alla parola greca PEGHE’ =fonte, sorgente, origine, acqua pura, ma anche a Bethleemme, dove è sorta la luce del Cristo, risorta in Gerusalemme con la sua morte e rinascita. Un evento avrebbe inserito la Gerusalemme d’ Occidente tra le grandi mete di pellegrinaggio in sostituzione dell’ormai perduta Gerusalemme d’oltremare: l’incoronazione dell’eremita Pietro del Morrone nella sua chiesa di S. Maria di Collemaggio, salito al soglio pontificio con il nome di Celestino V.
Nel giorno della decollazione del Battista, scelto per l’evento, Celestino istituì il primo giubileo della storia cristiana, la Perdonanza, che da allora si ripete ogni anno con l’apertura della Porta Santa della Basilica che custodisce le sue spoglie.
Furono allora presenti i sovrani Carlo II d’ Angiò, re di Napoli e Carlo Martello re d’Ungheria, oltre alla eccellenza della nobiltà laica e religiosa dell’epoca.
Sebbene non vi siano documenti ad attestarlo è ben ipotizzabile che con i sovrani angioini fossero presenti, con i nobili, i grandi dell’epoca in considerazione dell’importanza dell’evento.
Dopo 715 anni per la seconda volta i grandi della terra si incontrano all’Aquila in un momento duro della sua storia, quando la nobile città dello Spirito è ferita profondamente, massacrata dal terremoto che in pochi secondi ha cancellato secoli di storia e le certezze di una intera collettività.
Il 16 giugno si sono riuniti i capi religiosi nella città di Celestino e prossimamente i 39 potenti della politica internazionale per il G8.
Quando nel Medio Evo la Gerusalemme d’Occidente accolse i grandi dell’epoca, una profezia alimentava la speranza delle genti: un papa angelico avrebbe dato inizio all’età dello Spirito Santo, annunciata da Gioacchino da Fiore, monaco calabrese “di Spirito profetico dotato”, come lo definisce Dante nella Commedia.
Verità e libertà sarebbero stati i doni dell’Età dello Spirito che avrebbe illuminato le coscienze determinando una crescita collettiva, una vera irruzione del soprannaturale nella vita degli uomini.
Nel terzo millennio in cui alcuni elementi della storia medievale vanno a ripetersi, come il confronto con l’Islam, si alimenta una analoga speranza di passaggio epocale e di pacificazione e la città dell’Aquila torna, per la seconda volta ad accogliere chi ha un ruolo determinante nella crescita collettiva. In particolare l’umanità del terzo millennio ha visto nel Presidente americano Barack Obama l’uomo del rinnovamento e nella campagna elettorale lo ha sentito ripetutamente appellarsi a Giocchino da Fiore da lui definito “Maestro della civiltà contemporanea ed ispiratore di un mondo più giusto”…
Per la seconda volta la storia umana alimenta la speranza di un salto collettivo delle coscienze, per la seconda volta l’Aquila diviene teatro di questa aspettativa di realizzazione della profezia del monaco calabrese.
Colui che ha detto”… abbiamo tutti la responsabilità di unirci per il bene e il futuro verso cui vogliamo andare…” “…nostro dovere è scegliere il giusto cammino, non quello più facile…c’è un unico vero comandamento al cuore di ogni religione: fare agli altri quello che vorreste fosse fatto a noi… Questa verità trascende nazioni e popoli…” , tutto ciò richiama il sogno medievale, lo attualizza, lo rende finalmente possibile….
I grandi della terra vedranno la Gerusalemme d’Occidente martoriata all’inizio della settimana santa, accomunata nel martirio alla vicenda del Cristo, corpo di Cristo lacerato per la salvezza degli uomini che ha visto il venerdì santo i funerali di Stato per le vittime, una comune cerimonia per Cristiani e Mussulmani travolti dalle macerie per una voce unica di fratellanza senza confini. Dopo la morte la rinascita, la resurrezione in una dimensione di reciproco rispetto, di liberazione da vecchi schemi che hanno oppresso la creatura umana…A tutto questo sono chiamati i grandi della terra che a S. Maria di Collemaggio avranno l’opportunità di rinnovare il messaggio di pacificazione di Celestino mentre nella città dello Spirito una ulteriore profezia prende corpo, quella affidata alla sura 99-ancora il 99!- del Corano che così enuncia:
“Il Terremoto”
“Nel nome di Dio Clemente, misericordioso. Quando la terra verrà scossa violentemente, quando la terra avrà rigettato i suoi fardelli e l’uomo dirà:”Che cosa avrà mai?” In quel giorno racconterà le sue storie. Il Signore gliele rivelerà. In quel giorno gli uomini si avanzeranno a gruppi perché siano mostrate le opere loro; allora chi avrà fatto un atomo di bene lo vedrà, chi avrà fatto un atomo di male, lo vedrà.”
La terra ha tremato nella città dello Spirito e come all’incoronazione di Celestino l’umanità torna a sperare di assistere al sorgere di un nuovo sole, di un nuovo giorno in cui l’Aquila-Spirito tornerà a volare sollevandosi dalle macerie umane.
MGL

