Ripartiamo dalle mura cittadine
giovedì 10 settembre 2009 ore 9,30
La comunità aquilana ha oggi l’estrema urgenza di ritrovare spazi comuni che possano sostituire i luoghi della memoria collettiva attualmente impraticabili.
Pensando ai gravi danni che il centro storico ha subito, credo che in molti si chiedano come si possa al più presto riappropriarsi della città storica che costituiva il luogo di incontro per eccellenza e lo scenario familiare e amato della vita aquilana.
In passato, ossia prima del 6 aprile 2009, personalmente e con altri soci dell’associazione aquilana Panta Rei, mi sono occupata più volte delle mura antiche, monumento importante (ma dimenticato) e mai sentito sufficientemente proprio dagli Aquilani.
Ne ripercorrevo la storia, ne coglievo il possibile utilizzo come filo conduttore di una passeggiata cittadina, ne denunciavo l’abbandono e le tante offese inferte dall’incuria e dai deturpanti graffiti.
Le mura, costruite nei primi anni di vita dell’Aquila e più volte restaurate, sono espressione del pensiero medievale e della paura dell’epoca dei pericoli esterni, mitigata all’interno della città dalla loro possente presenza.
Esse costituivano anche, con le numerose porte, un luogo di incontro, di scambi e di unione tra la città e il contado.
In un progetto elaborato dall’Associazione Panta Rei si pensava alla cinta muraria come luogo di partenza di numerosi itinerari da fare a piedi sia verso il “contado”, sia verso la città alla scoperta dei quarti cittadini.
“Un percorso che segua le antiche mura cittadine, elemento di unione tra l’intra e l’extra e non di separazione come potrebbe sembrare, rappresenta certamente la migliore scelta per i punti di partenza degli itinerari sia verso il centro storico, sia verso il territorio circostante.
Un percorso e spazi verdi organizzati nei pressi di alcuni tratti, potrebbero fare delle mura il filo conduttore anche per un parco diffuso, ideale come luogo di aggregazione con la possibilità di godere della vista di alcune delle architetture più belle della città.
S. Basilio, la porta e la fontana della Rivera, la porta di Roio sotto il ponte di via XX Settembre, la porta di Tione con la magnifica vista sulla basilica di Collemaggio, il tratto murario nei pressi della Stazione ferroviaria che nasconde l’antica porta Romana, potrebbero costituire splendidi ambienti che la città può riscoprire e fare propri.”
L’idea che si esprimeva prima del 6 aprile, diventa oggi ancor più attuale in quanto potrebbe rappresentare quel modo che tutti cerchiamo di far rivivere la città, almeno in alcune parti e al più presto.
Le mura, per quanto ho potuto vedere, non hanno subito danni per tutta la loro estensione, ma solo in alcuni tratti e certamente il loro restauro non è tra i più complessi.
Il percorso che le costeggia potrebbe essere realizzato a partire dai settori meno danneggiati per diventare luogo di incontro e di partenza per l’interno della città che andrà riconquistato gradatamente, ma che potrebbe in alcune zone essere presto nuovamente fruibile.
I parchi cittadini (Villa Comunale, Parco del Sole, Parco del Castello) sono certamente i primi a poter essere riconquistati e la loro vitalità può essere ricostruita favorendovi lo svolgimento di specifiche attività ludiche, culturali, sportive o commerciali.
Altri piccoli parchi a tema possono essere facilmente realizzati in altre aree come la zona di S. Basilio, della Stazione ferroviaria, della porta Roiana e di S. Apollonia, dal parco dell’Unicef a via Strinella.
Dal pomerio si potrà arrivare poi in alcuni luoghi della città, oggi irraggiungibili con i normali percorsi cittadini, per utilizzarli come spazi attrezzati per la “sosta” e, quindi, con presenza di strutture per il ristoro, il gioco, gli incontri culturali o altro utilizzando, se necessario, anche costruzioni provvisorie.
Non conosco in modo diretto lo stato e la gravità dei danni nei vari quartieri, ma, considerando la struttura urbanistica, si può immaginare un più rapido recupero delle piazze più periferiche raggiungibili con facilità dalle porte delle antiche mura.
Penso quindi a piazza S. Silvestro vicina alla porta Branconia, a piazza Regina Margherita nei pressi di porta Castello, alla piazzetta di Bazzano nei pressi dell’omonima porta, alla Villa Comunale e quindi alla piazza del Duomo raggiungibili da porta Tione, alla piazza S. Vito e alle 99 Cannelle vicini a porta Rivera.
La cinta muraria potrebbe, in conclusione, rappresentare il luogo del passeggio con accesso a spicchi della città che si amplieranno sempre più grazie ai restauri che tutti auspichiamo.
Nell’attesa utilizziamo i parchi e le piazze più facilmente accessibili per riappropriarci al più presto anche solo di una parte della città e quindi anche solo di una parte della nostra vita di comunità.
Maria Rita Acone

