ARCHITETTURA SACRA MEDIEVALE
Mito e geometria degli archetipi
dMaria Grazia Lopardi 

ed. Mediterranee 



192 pagine - 185 ill.ni a colori
I miti dei popoli della terra riconducono la creazione dell’universo a un suono.
Con quel primo suono il caos primordiale, l’infinito campo di possibilità, venne scosso da una vibrazione e la prima “stringa” – per usare un termine della più recente fisica – prese a risuonare.
Il mistero dell’armonia cosmica è in quel suono primordiale che conferisce forma alle galassie e agli esseri più piccoli, ed è lo stesso straordinario segreto che permetteva ai Maestri d’Opera medievali di erigere le loro sacre costruzioni, reiterando il rito della creazione e modellando gli edifici secondo le leggi divine con cui il Grande architetto ha ordinato il creato.
I Maestri costruttori avevano la conoscenza profonda del più grande dei Misteri e uno strumento semplice ed efficace: il Quadrato magico del SATOR.
Esso, con la sua Matrix divina, consentiva loro di rigenerare il cosmo attraverso l’Architettura.
Il Segreto appare custodito nel cuore di diverse tradizioni, dato che chiese romaniche e gotiche, sinagoghe, templi indù, moschee e persino le costruzioni del grande Federico II risultano realizzate con il Quadrato magico che racchiude i misteri del cosmo e che conferisce loro la valenza di musica pietrificata.
L’Autrice ha verificato, presso diverse tradizioni, la conoscenza dello strumento segreto dei Maestri costruttori ed è emerso, con meraviglia, che il percorso si traduce in un’avventurosa cerca della conoscenza primordiale.
Le stesse radici delle parole si ripetono presso popoli diversi e lontani e suggeriscono la suggestiva ipotesi di un’origine comune di un sapere straordinario.
La radice STR di SaToR, per esempio, compare nell’ebraico SeTeR=segreto, nel greco SoTeR= salvatore, nell’indù SiTaR, lo strumento musicale che reitera il suono primordiale che conferisce salvezza rigenerando l’universo.
Un capitolo conclusivo illustra, inoltre, come il Segreto dei Maestri costruttori fosse noto anche a Leonardo che lo ha applicato alle sue opere.

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